Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

VODIM

Risultati per: gli

Numero di risultati: 51 in 2 pagine

  • Pagina 1 di 2

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

254964
Saltini, Guglielmo Enrico 50 occorrenze
  • 1862
  • Le Monnier
  • Firenze
  • critica d'arte
  • UNIFI
  • w
  • Scarica XML

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

passo di più e poi invocheremo dalla Provvidenza un forte ingegno, che appropriatesi le moltiplici ricerche, gli studj indefessi, i lavori utilissimi

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

finalmente il disegno di un gran teatro per gli spettacoli musicali e per le rappresentanze diurne, che mostrava assai nuovità nel concetto. — GIUSEPPE

Pagina 11

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

questi avea fatta al palagio dal lato della meridiana; e sebbene molte e non comuni difficoltà gli si parassero innanzi, seppe vincerle tutte, e la

Pagina 12

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Non pertanto mentre fiorivano in Toscana gli architetti fin qui ricordati, altri ancora studiavansi esercitare l’arte loro con amore e con gusto

Pagina 14

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

strada che va da Orsanmichele al Bigallo; utilissima opera che non gli fu concesso vedere ultimata.

Pagina 14

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

opere non senza pregi. — LORENZO SANTI fu pure di Siena (n. 1783, m. 1839); sebbene, compiuti a Roma gli studj, passasse a Venezia, e nominato

Pagina 15

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Belle Arti sotto il conte Digny. Conseguito nel 1825 il premio di concorso, e dato saggio della sua abilità con alcuni lavori che il maestro gli fece

Pagina 15

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

lucchese da onorare il nostro tempo. Fornito di ricca immaginazione e sapiente criterio, raggiunse con le opere grandiose gli antichi esempi. I suoi

Pagina 17

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

1849 gli Austriaci, distrussero barbaramente quanto veniva loro tra mano, e il patrimonio più caro del Gherardesca, i suoi studj e le sue memorie

Pagina 18

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

LUIGI BETTARINI di Portoferraio (m. oltre gli anni sessanta il 21 dicembre 1850) fu architetto di molto valore. Napoleone I nella breve prigionia

Pagina 19

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

chiarire del fatto. Ogni lume dell’arte, ogni salutare precetto era dimenticato: studiare il vero, inutile; gli antichi, pedanteria; ispirarsi bene al

Pagina 24

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

noi; però ci sembrano almeno sufficienti a provare che non dorme neghittosa, nè schiva, secondo lo concedono i tempi, i precetti e gli esempi dei sommi

Pagina 24

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

novembre 1798), gli successe FRANCESCO CARRADORI pistoiese (n. 1747, m. 23 dicembre 1824). Avendo questi tuttora giovinetto dato saggi di non comune

Pagina 25

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

(n. 1765, m. 23 novembre 1837) suo allievo e poi successore nell’insegnamento. E che riuscisse assai valente scultore, lo dicano gli elogi di alcune

Pagina 26

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

20 gennajo 1850). Di poverissimi parenti, la fortuna ingenerosa gli negò perfino ogni elementare insegnamento, e fu garzone di fabbro nella officina

Pagina 27

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

morale (nella quale operazione della mente, non ebbe fin qui, nè forse avrà mai chi gli stesse a paro), cercava nel vero le forme più adatte a

Pagina 29

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

celebrato artista disse in Italia e fuori la fama, e come al suo modo gentile di sentire gli affetti, rispondesse un gusto squisito dell’arte, che non

Pagina 29

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Portoferraio (n. 22 dicembre 1790, m. 28 febbraio 1844), educato all’arte in Toscana e poi a Roma, riuscì scultore lodato. Il suo Ciparisso gli diede

Pagina 31

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

mentovato Luigi, è pure scultore ornatista di sommo valore. Si vedano il ricco festone e gli ornati tutti dell’imbasamento della statua di Leopoldo II

Pagina 32

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Non pertanto questa presente istoria delle arti nostre, che quasi ci vedemmo svolgere sotto gli occhi, o perchè sembrassero vietarlo rispetti di

Pagina 4

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

, mostrano anche gli organi che servono alla riproduzione e allo sviluppo progressivo del feto mentre sta nel seno materno, e i differenti parti della

Pagina 40

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

addetto al R. Museo. Le sue preparazioni di animali, di piante, di fiori e di frutti, gli organismi vegetabili, e quant’altro in somma può essere utile allo

Pagina 41

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

esterni e superficiali, e fecero opera da non sapersi desiderare più bella, nè migliore. Morto il Susini gli successe il nostro Francesco, e col figliuolo

Pagina 41

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Arti. Ma oltre la fama che gli venne dalle opere numerose, meritò onorato ricordo, per aver trovato una certa terra verde mare, da cui si cava quel

Pagina 45

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

gli studj, fermò il domicilio, e operò. Che che ne sia, la patria serba di lui poche cose. Ricordiamo tra queste il quadro ov’è espressa santa

Pagina 45

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ecco quali furono gli artisti principali toscani o fattisi toscani educati alle vecchie scuole; quali i lavori meglio pregiati del tempo loro; quale

Pagina 46

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

prima sua opera, quella che allora gli valse la fama, il martirio di San Donato per la cattedrale d’Arezzo. Esposto il quadro agli occhi del pubblico

Pagina 46

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

e studiata composizione; il giuramento dei Sassoni al primo Napoleone dopo la battaglia d’Iena; gli stupendi freschi della sala d’Ercole nella

Pagina 48

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

con Arunte figlio di Tarquinio il Superbo, gli vadano innanzi per merito di composizione. Ma dove il Sabatelli non ebbe rivali fu nel dipingere a fresco

Pagina 48

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ma il pittore che approfittando degli esempi del Benvenuti e del Sabatelli, seppe, mercè le doti che natura gli avea largito, far nuovi passi nell

Pagina 50

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

(1813), ove fu a compire gli studj, dipinse di grandezza naturale Francesca da Rimini con Paolo, quando vengono sorpresi da Lanciotto, e poi gli

Pagina 51

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

’ suoi dipinti gli esempi dei quattrocentisti, piuttosto che la falsa scuola in voga durante il primo periodo della sua vita artistica. Cercò dunque

Pagina 52

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Ma i due artisti che sopra gli altri levaronsi per altezza d’ingegno, furono i figliuoli di Luigi Sabatelli, Francesco e Giuseppe, ambedue presto

Pagina 55

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

marzo 1776), contemporaneo del Benvenuti e di Luigi Sabatelli, attese all’arte con assai amore, ma seguitò gli esempi delle vecchie scuole piuttosto che

Pagina 57

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

a costoro poco abili, fa dubitare seriamente si avessero in poca stima gli architetti del paese.

Pagina 6

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

colori delle figure umane, e le mezze tinte, e gli scuri delle carni e delle vestimenta, nè più nè meno che possa fare il pennello. E siccome il lavorare

Pagina 63

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

non furono gli ultimi a farlo avanzare, operando nel duro metallo ciò che a stento si fa sulle tele e nei marmi; di essi e delle cose loro principali

Pagina 64

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

, perchè seppe intagliare i suoi molteplici rami con perizia dell’arte e mirabile delicatezza. Fatti in patria gli studj del disegno, passò a Venezia sotto

Pagina 66

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

cose del Vangelisti. Il granduca che in lui vedeva avverarsi le concepite speranze, gli pose grandissimo affetto; e quando, fatto Imperatore, volle

Pagina 67

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

. Applicatosi poi all’incisione, venne di ventisette anni in Firenze a cercarvi perfezionamento. Fatto quivi il suo tirocinio, intagliando prima gli antichi

Pagina 68

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

vita nelle opere dell’arte, che in numero straordinario e sempre lodevoli gli uscirono dalle mani. Tra i suoi migliori intagli di genere finito vuol

Pagina 68

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

conto del Volpato (1781); il quale moltissimo sperando da lui, volle stringerlo a sè anche coi legami della parentela e gli dette in isposa la propria

Pagina 69

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Laonde se fin qui, senza tener conto delle antiche tradizioni, senza nemmeno degnare di uno sguardo gli stupendi monumenti dei bei tempi dell’arte

Pagina 7

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

, incominciato nel 1772. La facciata di questo convento è d’ordine dorico e dì buono stile, ma non così quella dell’oratorio, che per simmetria gli convenne fare

Pagina 7

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Giacobbe dell’Appiani, e la Madonna della Seggiola, lodata fatica che gli dette nome tra i migliori incisori e disegnatori del tempo. Fece quindi la

Pagina 71

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

il S. Pietro e Paolo, da Guido (1804), che gli meritarono il posto di professore nell'Accademia di Belle Arti di Venezia.

Pagina 71

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

finitissime. Ma se le cose accennate fin qui dicono il Perfetti incisore valoroso, non minor lode gli merita l'essersi posto a capo di quella bella schiera d

Pagina 72

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

gli altri rami per l’opera del San Marco, il Paradiso dell’Angelico, con tanto gusto e sapere, che assai bene rende immagine di quella divina

Pagina 73

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

Nè tra gli artisti che in Toscana hanno atteso all'intaglio sul rame con amore, è da passarsi inosservato GIROLAMO SCOTTO, scolaro del Longhi, che

Pagina 74

Le arti belle in Toscana da mezzo secolo XVIII ai dì nostri

’impara a scuola, appresi da un mediocre architetto gli elementi dell’arte, non pensò che a francarsi dalla imitazione dei suoi coetanei, e a ripristinare

Pagina 9

Cerca

Modifica ricerca